Erba porcellana comune (portulaca)

Nota anche come portulàca o porcàcchia
Portulaca oleracea L. Famiglia Portulacaceae

 

Descrizione: pianta erbacea annuale, molto succosa, glabra e lucida, con fusti sdraiati o
ascendenti, cilindrici, internamente cavi, spesso arrossati, ramosi, lunghi 10-40 cm. Radice fittonante biancastra che, strappata dal suolo, tende ad arrossare rapidamente. Foglie sessili, obovato-oblunghe opposte o, in alto, alterne. Fiori sessili, riuniti in gruppetti terminali o solitari all’ascella dei rami. Calice formato da due sepali diseguali, caduchi; i fiori sbocciano da giugno ad agosto, hanno 5 (4-6) petali (Fig. A) colorati d’un bel giallo luminoso. Il frutto è una capsula compresso-fusiforme (Fig. B), membranosa a deiscenza circolare, che contiene numerosi minuscoli semi neri (in un grammo ve ne sono 2500!). Disseminazione tramite l’uomo e gli animali, in particolare per mezzo delle formiche. La sottospecie satìva (porcellana dorata), che si distingue per il maggior sviluppo, i fusti eretti, il colore più pallido, giallastro, sepali alati, è coltivata in alcuni Paesi (Belgio, Francia, Olanda, Svizzera, ecc.) come verdura.

Distribuzione e habitat: secondo diversi studiosi questa specie non sarebbe originaria delle nostre regioni, bensì del territorio eurasiatico compreso tra la Russia meridionale, l’Asia Minore e l’Himalaya. Da qui si sarebbe gradualmente diffusa in gran parte del Vecchio Mondo per passare, in epoca moderna, negli altri continenti. E’ frequente nei campi coltivati e negli incolti, orti, ruderi, aie, cortili, ambienti antropizzati, ecc. Pianta indicatrice di sabbia, comune in tutta Italia, dal piano fino a 600 m di quota (in Sicilia fino a 1000 e in Val d’Aosta 1700 m). 

Parti utili: le foglie giovani i getti apicali ed i fusti più teneri.

Proprieta’ medicinali e curiosità: sia che si voglia usare a scopo alimentare, sia per usi erboristici, la parte aerea va colta prima della fioritura. Contiene mucillagini, sali minerali (specialmente ossalato di potassio) e vitamine A e C, oligoelementi e tracce di saponine che le conferiscono proprietà rinfrescanti, antiscorbutiche, antinfiammatorie, leggermente diuretiche e coleretiche. E’ un’erba particolarmente gradita ai maiali che la ricercano avidamente (daciò l’origine di alcuni termini volgari). L’affine Portulaca grandiflora, di origine Sudamericana (Brasile e Argentina), dalle foglie lineari e dai grandi fiori multicolori è assai nota e spesso coltivata per ornamento sui muri soleggiati, nelle aiole asciutte, ecc.

Periodo di raccolta: primavera ed estate

Impieghi in cucina: le foglie, carnosette come quelle di molte “piante grasse”, hanno un
sapore acidulo e si possono consumare sia crude in insalata, sia cotte, sole o con altre verdure, variamente condite; danno un tocco particolare alle insalate fredde di riso. Non bisogna abusare nel consumo poiché questa pianta è ricca di ossalati che ad alte dosi sono dannosi per i reni.

Ricette:
Gnocchi di portulaca
Ingredienti: 2 tazze di foglie di portulaca tagliate fini, 4 cucchiai di burro, asiago d.o.p. piccante grattugiato, formaggio grana grattugiato, 2 uova, 6 cucchiai di farina, noce moscata, sale e pepe q.b.. Cuocere le foglie di portulaca in una padella con del burro. Quando saranno cotte metterle in una ciotola, aggiungere l’asiago piccante, le uova, la farina, il sale, il pepe e la noce moscata. Con l’impasto ottenuto, formare degli gnocchi. Cuocerli in acqua salata bollente per 10 minuti. Scolarli e versarli in uno stampo imburrato e infarinato. Cospargerli di parmigiano e burro. Infornare per 10 minuti. Servirli quando saranno ben gratinati.

Insalata di portulaca
Un’insalata insolita ma gradevole, salutare e rinfrescante da consumare in estate si può preparare mescolando in parti uguali fagiolini lessati, patate lesse, foglie di portulaca leggermente sbollentate in acqua salata, e fettine di cavolfiore crudo. Si condisce con sale, limone abbondante, un pizzico di peperoncino e olio extravergine di oliva.
Ramoscelli di portulaca impastellati e fritti
Ingredienti: 300 g. di germogli di portulaca; 200 g. di farina bianca; 5 dl. di olio d’arachidi; 1dl. di birra; 2 uova; sale e zucchero q.b. Lavare e asciugare i germogli. Preparare la pastella con la farina bianca, tuorli d’uovo, birra, un pizzico di sale e uno di zucchero, montare a neve soda gli albumi e incorporarli. Immergere i germogli e friggere in olio di arachidi bollente.

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